Quando una susina matura incontra un impasto morbido di patate, nasce un primo piatto sorprendente, sospeso tra dolce e salato. Gli gnocchi di susine appartengono alla tradizione del Friuli Venezia Giulia e in questo articolo mostro come prepararli, quali ingredienti scegliere, come evitare che si rompano e quali condimenti rispettano meglio il loro carattere.
Un primo friulano in cui patate, susine e cannella trovano equilibrio
- Origine: sono legati soprattutto alle cucine di Trieste, Gorizia e dell’area friulana orientale.
- Impasto: servono patate farinose, poca farina e una lavorazione rapida.
- Ripieno: la susina può racchiudere zucchero, pangrattato tostato e cannella.
- Cottura: gli gnocchi vanno lessati in acqua appena sobbollente e scolati quando salgono.
- Condimento: burro, pangrattato e cannella sono la combinazione più tradizionale.
Perché questo primo piatto racconta il Friuli
La particolarità di questa ricetta sta nel contrasto. All’esterno c’è un impasto delicato di patate, mentre al centro la susina diventa morbida e succosa, con una nota acidula che impedisce al piatto di risultare stucchevole. Il risultato è un boccone dal carattere dolce-salato, molto diverso dai comuni gnocchi di patate.
La preparazione è tipica del Friuli Venezia Giulia, soprattutto tra Trieste e Gorizia, dove le tradizioni italiane si sono intrecciate con influenze mitteleuropee. In dialetto vengono chiamati anche “gnocchi de susini” e ricordano gli gnocchi ripieni di prugne diffusi nell’area austriaca e boema.
In tavola possono arrivare come primo piatto, ma in alcune famiglie vengono serviti anche come dessert. Io li preferisco nella versione salata della tradizione, con burro fuso e pangrattato, perché conserva meglio l’identità di una cucina di confine capace di unire ingredienti apparentemente lontani.

Gli ingredienti giusti e le proporzioni per quattro persone
Per ottenere circa 12 gnocchi grandi, scelgo susine piccole e sode, non troppo mature. Devono ammorbidirsi durante la cottura senza trasformarsi in una marmellata prima che l’impasto sia pronto.
| Ingrediente | Quantità | Indicazione pratica |
|---|---|---|
| Patate farinose | 800 g | Meglio vecchie e a pasta asciutta |
| Farina 00 | 180-220 g | La quantità dipende dall’umidità delle patate |
| Uovo | 1 medio | Aiuta a legare l’impasto |
| Susine | 12 piccole | Sode, mature ma non molli |
| Zucchero | 30 g | Da distribuire nel cuore del frutto |
| Pangrattato | 50 g | Per ripieno e condimento |
| Burro | 70 g | Meglio se di buona qualità |
| Cannella | 1 cucchiaino | Da dosare senza coprire la frutta |
La farina non va aggiunta automaticamente tutta insieme. Una patata molto asciutta può richiederne poca più di 180 grammi, mentre una patata acquosa ne assorbirà di più. Esagerare significa ottenere gnocchi duri, e questo è l’errore che compromette più spesso la ricetta.
Come preparare l’impasto e chiudere ogni gnocco
Cuocere le patate nel modo corretto
Lesso le patate intere e con la buccia in acqua fredda, calcolando circa 40-45 minuti dal bollore. La buccia limita l’assorbimento d’acqua e aiuta a mantenere una polpa più asciutta.
Quando sono ancora calde, le pelo e le passo allo schiacciapatate. Non le frullo e non le lavoro a lungo, perché una lavorazione eccessiva libera amido e rende l’impasto colloso. Dopo qualche minuto di riposo, unisco l’uovo e parte della farina.
Formare un impasto morbido
Lavoro tutto sul piano infarinato solo fino a ottenere una massa omogenea. Deve essere morbida ma non appiccicosa, con una consistenza simile a quella degli gnocchi classici. Se si attacca alle dita, aggiungo farina in piccole dosi da 10-15 grammi alla volta.
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Preparare il ripieno
Lavo e asciugo le susine, poi elimino il nocciolo praticando un taglio laterale. Al posto del nocciolo inserisco un pizzico di zucchero mescolato con poco pangrattato e cannella. Il pangrattato assorbe parte dei succhi e mantiene il ripieno più equilibrato.
Divido l’impasto in 12 porzioni e formo dei dischi di circa 8-10 centimetri. Posiziono una susina al centro, richiudo con attenzione e faccio rotolare lo gnocco tra i palmi delle mani. La superficie deve essere liscia, senza fessure: anche una piccola apertura può allargarsi nell’acqua.
La cottura che evita rotture e ripieni dispersi
Porto a ebollizione una pentola capiente con acqua salata, poi abbasso leggermente la fiamma. L’acqua deve sobbollire, non agitare violentemente gli gnocchi. Li immergo pochi alla volta e li stacco subito dal fondo con una schiumarola.
In genere salgono in superficie dopo 4-6 minuti, ma non li scolo immediatamente. Aspetto ancora un paio di minuti, così l’impasto cuoce anche intorno alla susina. Se gli gnocchi sono particolarmente grandi, può servire qualche minuto in più.
Prima di cuocerli tutti, faccio una prova con un solo pezzo. Se si apre, richiudo meglio quelli rimasti e incorporo nell’impasto un cucchiaio di farina. Questa piccola verifica evita di perdere l’intera pentola per un problema di consistenza.
Burro, pangrattato e cannella sono il condimento più convincente
Per il condimento tradizionale sciolgo il burro in padella, aggiungo il pangrattato e lo lascio tostare per 2-3 minuti. Quando assume un colore dorato, unisco la cannella e spengo il fuoco. Il profumo deve essere intenso ma non bruciato.
Scolo gli gnocchi con delicatezza e li passo nella padella per pochi secondi. In questa fase non li salto con energia: li giro usando un cucchiaio, lasciando che il condimento li avvolga senza rompere l’involucro.
La versione più fedele resta quella con burro, pangrattato e cannella, ma esistono interpretazioni più sapide. Una piccola quantità di salvia, speck croccante o ricotta affumicata può funzionare, purché non copra il frutto. A mio parere, panna e salse troppo ricche sono invece poco adatte, perché appesantiscono un piatto che trova la sua forza proprio nella semplicità.
| Condimento | Risultato | Quando sceglierlo |
|---|---|---|
| Burro, pangrattato e cannella | Tradizionale e aromatico | Per valorizzare la ricetta regionale |
| Burro e salvia | Più erbaceo e meno dolce | Se le susine sono molto mature |
| Burro e speck | Più sapido e deciso | Per un primo piatto sostanzioso |
| Ricotta affumicata | Asciutto e profumato | Per una variante friulana contemporanea |
Gli errori più comuni e le varianti che hanno senso
Il primo errore è usare patate appena lessate e molto umide, compensando con troppa farina. Il secondo consiste nel scegliere susine troppo mature. In entrambi i casi si perde la delicatezza dell’impasto e il ripieno rischia di fuoriuscire.
- Impasto colloso: lasciare asciugare le patate qualche minuto e aggiungere farina gradualmente.
- Gnocchi che si aprono: eliminare l’umidità in eccesso della frutta e sigillare bene le giunture.
- Ripieno troppo dolce: ridurre lo zucchero e aumentare appena il pangrattato tostato.
- Gnocchi duri: evitare di impastare a lungo e non superare la farina necessaria.
- Cottura irregolare: mantenere dimensioni simili per tutti i pezzi.
Fuori stagione si possono usare prugne secche reidratate, ma il risultato cambia. La frutta fresca offre una punta acidula e succosa che rende il piatto più equilibrato; quella secca è più concentrata e richiede meno zucchero.
Se le susine disponibili sono grandi, le taglio a metà e avvolgo ciascuna metà in un disco più piccolo di impasto. Non è la forma più scenografica, ma è una soluzione pratica e spesso più facile da gestire per chi prepara questa ricetta per la prima volta.
Il modo migliore per portarli in tavola
Servo gli gnocchi appena conditi, in porzioni da 3 pezzi a persona se il menu prevede altre portate. Sono abbastanza ricchi da funzionare come primo completo, soprattutto con un’insalata amara o un contorno leggero.
La temperatura conta molto. Freddi diventano più compatti e perdono parte del profumo della cannella, mentre appena scolati mantengono l’interno morbido e il condimento aderisce meglio. Per una tavola ispirata ai viaggi enogastronomici del Nord-Est, li abbinerei a un vino bianco profumato e non troppo aromatico, servito fresco.
La preparazione può essere anticipata di qualche ora. Sistemo gli gnocchi crudi su un vassoio infarinato, li copro e li conservo in frigorifero per un tempo breve, idealmente non oltre 4 ore. Per conservarli più a lungo, preferisco congelarli separati e cuocerli direttamente da congelati, aumentando il tempo nell’acqua di circa 2-3 minuti.
Una ricetta di confine da riscoprire nella sua semplicità
Questi gnocchi non hanno bisogno di tecniche elaborate. La differenza la fanno patate asciutte, susine sode e una chiusura accurata, mentre il burro con pangrattato e cannella riunisce tutto in un condimento essenziale.
Li considero una delle espressioni più curiose della cucina friulana perché raccontano un territorio dove il primo piatto può essere dolce, salato, rustico e raffinato nello stesso boccone. Prepararli in casa significa portare a tavola non solo una ricetta, ma una piccola storia gastronomica del confine orientale italiano.